
La linea di navigazione che univa Capodistria a Trieste era molto breve
ma non per questo di scarsa importanza. Era molto attiva specialmente a partire
dalla seconda metà del 1800 con il grande sviluppo dell’emporio triestino e con
il contemporaneo affermarsi della navigazione a vapore.
Non poche le iniziative
armatoriali societarie o individuali talvolta in gara concorrenziale spesso
disordinata o improvvisata, indice se non altro di un ambiente in promettente
espansione
Il quadro si presenta complesso per cui ci limiteremo a presentare una piccola
galleria di piroscafi in servizio nell’ultimo periodo di esistenza della nostra
“Navigazione Capodistriana S.A.” (società anonima), svelti scafi dipinti di
bianco con la ciminiera nera a fascia rossa, che molti di noi ricorderanno insieme ai capitani e agli uomini di bordo,
che si sono prestati inappuntabilmente nel loro servizio, non importa se con il
bel e con il brutto tempo, col gelo o con il solleone..
Nata nel 1881 come Società Cittadina di Navigazione a Vapore, passava
nel 1935 sotto il controllo della più grande Società di Navigazione
Istria-Trieste mantenendo intatte ogni prerogativa, attività ed equipaggi ,
tranne il porto di armamento che, scritto sulla poppa dei piroscafi, passava da
Capodistria a Trieste.
Nel primo dopoguerra la ripresa veniva ostacolata dalle non buone
condizioni economiche generali in atto per cui il gruppo socialista del
consiglio comunale cittadino chiedeva nel 1920 la municipalizzazione della
Società, ma l’affare non appariva economicamente valido a fronte di una
rilevante perdita subita dall’esercizio del 1919. La Società, trasformata in
Anonima, si riprendeva tanto da attirare l’attenzione dei concorrenti, che però
non riuscivano ad imporsi. Si discuteva tra la gente la questione del prezzo
dei biglietti di passaggio e non mancavano polemiche sulla puntualità dei
servizi. Ad un giornale che aveva affermato che un biglietto della concorrenza
costava 1 lira contro le 5 lire della Capodistriana la direzione sociale
ribatteva che in realtà un viaggio costava 3 lire in prima classe e 2 lire in
seconda, che vi erano 150 passeggeri, tra i quali 30 studenti e 60 lavoratori,
che usufruivano di un abbonamento di neanche 2 lire in andata e ritorno. La
prima corsa del mattino costava ai contadini 3 lire comprese le ceste di derrate
e i fagotti o altro che portavano a Trieste. I cambiamenti di orario venivano
comunicati regolarmente in anticipo e non risultava alla direzione che vi
fossero stati mai ritardi nelle partenze o modifiche per disturbare la
concorrenza.
Il movimento dei passeggeri era notevole specialmente nelle giornate
festive e, d’estate, nelle toccate del Lido di San Nicolò, la spiaggia dei
triestini, intorno ai 250.000 biglietti all’anno per oltre 5.000 toccate in
andata e ritorno (statistica del 1927).
Per recarsi a Trieste la linea marittima era ad ogni modo la preferita
dai capodistriani anche perché la ferrovia della Parenzana non costava di meno
e la via di terra , la Via Flavia, era lunga.
Il viaggio, anche se non lungo, circa tre quarti d’ora, costituiva tra
la gente occasione di incontri che non potevano avvenire a terra. Il salone di
prua fornito di sedili imbottiti di velluto rosso, dove si accedeva per una larga e comoda scala, era una specie di
salotto il cui accesso non conosceva distinzioni di classe sociale. Venivano a
trovarsi a contatto diretto gli esponenti di ogni categoria cittadina, si
facevano e si disfacevano amicizie, si combinavano affari o matrimoni, si
venivano a sapere novità e circolavano notizie di prima mano. Chi leggeva, chi
studiava, chi sonnecchiava, chi conversava, e non mancavano le lingue lunghe di
chi sapeva tutto di tutti come in ogni società di provincia che si rispetti. Il
tutto per disperdersi ai quattro venti appena arrivati a destinazione.
Scoppiata la seconda guerra mondiale, i piroscafi passavano nel
servizio ausiliario della R.Marina che li impiegava, classificati con varie
sigle e con alterna fortuna, in Adriatico e nello Jonio. Se ne salvava uno
solo, il “Vettor Pisani”.
(è
possibile ingrandire alcuni disegni: cliccateci sopra!)